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Lo standard MPEG

MPEG (da pronunciare ``em-peg'' o ``emme-peg'') è l'acronimo di ``Moving Pictures Experts Group'', ed è il soprannome attribuito all' ISO/IEC JTC1 SC29 WG11, dove:
ISO: International Organization for Standardization
IEC: International Electrotechnical Committee
JTC1: Joint Technical Commitee 1
SC29: Sub-committee 29
WG11: Working Group 11

L'MPEG, fondato dall'Ing. Leonardo Chiariglione dello CSELT (Centro Studi e Laboratori di Telecomunicazioni), lavora allo studio di sistemi di compressione per immagini in movimento con audio associato. La metodologia adottata suddivide il lavoro in tre fasi, che riguardano i Requisiti, la Competitività e la Convergenza.

Requisiti:
La precisa definizione dei requisiti è di estrema importanza nella ricerca degli obiettivi che si vogliono raggiungere, e costituisce il primo passo del lavoro.

Competitività:
Nello sviluppo di uno standard internazionale, è importante che la vita dello standard stesso sia la più lunga possibile. Ciò significa che la tecnologia utilizzata dev'essere lo stato dell'arte, e che le competenze della ricerca accademica e industriale devono essere fuse in un unico obiettivo comune. In questa fase, l'MPEG lavora in concerto con le industrie che si dimostrano interessate allo standard, valutando le differenti proposte presentate.

Convergenza:
In questa fase finale le proposte considerate valide e promettenti vengono integrate in un'unica soluzione, rifinita mediante passi successivi attraverso programmi di simulazione software e sperimentazioni.

Nel corso dei lavori di standardizzazione, il comitato MPEG segue sette linee guida fondamentali:

Rispetto delle scadenze:
l'evoluzione della documentazione prodotta dall'MPEG segue 6 passi successivi:
NI: new work item
NP: new proposal
WD: working draft
CD: committee draft
DIS: draft international standard
IS: international standard
Il raggiungimento di ognuno di questi passi è scandito da inflessibili tabelle di marcia, che non ammettono alcun rallentamento nel procedere dei lavori, al fine di mantenerne la competitività.

Standardizzazione a priori:
al fine di evitare la creazione di ``standard industriali'', utilizzati solo da un ristretto numero di produttori, l' MPEG dapprima definisce le basi dello standard da sviluppare, quindi emana una ``Call for Proposal'', a cui rispondono le compagnie interssate; infine, sulla base dei suggerimenti ricevuti, gli esperti dell'MPEG giungono ad una precisa definizione dello standard.

Non sistemi, ma strumenti:
gli strumenti (tools) sono gli oggetti della standardizzazione. L'MPEG definisce alcuni tool di base che possono essere implementati, insieme o indipendentemente, in applicazioni diverse. In pratica, si seguono questi passi:
  1. selezione di un certo numero di applicazioni che possono beneficiare della tecnologia generale che si vuole realizzare
  2. identificazione delle funzionalità richieste da ogni applicazione
  3. suddivisione delle funzionalità in componenti di ridotta complessità
  4. identificazione dei componenti comuni alle diverse applicazioni
  5. definizione dei tool che implementano i componenti delle funzionalità selezionate
  6. verifica dell'utilizzabilità dei tool, e della possibilità di un loro assemblaggio per fornire le funzionalità desiderate
A volte, è necessario specificare alcuni insiemi standard di tool, indirizzati ad una specifica funzionalità; questi insiemi di tool sono detti ``profili'' nell'MPEG-2 Video.

Specificare il minimo:
quando uno standard deve essere usato da numerose industrie diverse, è importante definirne solo le caratteristiche minime, che siano accettabili da tutti. Una definizione troppo precisa costringerebbe le varie industrie a ricercare un accordo comune esterno allo standard.

Una funzionalità, un tool:
ogni tool dovrebbe essere unico, e supportare una sola funzionalità. Questo, però, non è di facile realizzazione, perché associare una funzionalità ad un tool è spesso arduo. Per questo motivo, un tool può essere definito a diversi ``gradi'', chiamati ``livelli''.

Rilocabilità dei tool:
non solo la tecnologia deve essere definita in un modo generico, ma anche in modo tale da poter essere localizzata, ed utilizzata, in parti diverse di un sistema.

Verifica:
quando i lavori sono prossimi al termine, bisogna accertarsi che il prodotto soddisfi i requisiti di partenza. Questo viene ottenuto mediante dei Verification Tests.



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Marco Delaurenti
1999-06-25