I bit corrispondenti ad entità codificate che devono essere presentate simultaneamente non devono essere necessariamente vicini all'interno del flusso di dati: il modello del buffer di sistema può quantificare l'intervallo massimo di questo jitter di multiplazione, e il ritardo indotto.
L'SDM include:
Si assume che il ritardo in ogni blocco dell'SDM sia nullo. Gli EB sono riempiti allo stesso rateo dei dati in arrivo, che sono a loro volta divisi in diverse Unità di Accesso (AU). Ogni AU è contrassegnata esplicitamente da istanti di decodifica e presentazione: all'istante di decodifica, la AU è rimossa dall'EB, decodificata, e posta nel corrispondente PB sotto forma di Unità di Presentazione (PU), a cui il Compositor può accedere più volte. La PU viene quindi rimossa dal PB all'istante di presentazione della PU successiva, o, se questa non esiste, al termine della vita dell'AVO.
Il codificatore può utilizzare le risorse dell'SDM a piacimento, ad esempio può trasferire al decodificatore le AU molto tempo prima che debbano essere decodificate, e immagazzinarle temporaneamente nei buffer.
I PB possono essere usati come buffer di riordinamento per immagini di tipo P, necessarie per la decodifica di immagini B intermedie, prima che giunga l'istante di presentazione dell'immagine P. Possono anche essere usati per immagazzinare dati decodificati che devono essere disponibili per lungo tempo, come, ad esempio, sfondi statici per le scene.