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MPEG-4

L'ing L. Chiariglione, così definisce in [1] le comunicazioni multimediali.

``Comunicazione Multimediale'' è la possibilità di comunicare informazione audio-video che
  1. sia naturale, sintetica, o entrambe
  2. sia in tempo reale e non
  3. supporti differenti funzionalità a seconda delle esigenze dell'utente
  4. fluisca da e verso differenti sorgenti simultaneamente
  5. non richieda all'utente di preoccuparsi di specifici canali di comunicazione, ma usi una tecnologia che ne sia cosciente
  6. dia all'utente la possibilità di interagire con differenti elementi di informazione
  7. consenta di presentare all'utente i risultati della sua interazione con il contenuto in una maniera idonea alle sue necessità

Nel Luglio del 1993, l'MPEG ha iniziato lo sviluppo dell'MPEG-4, che soddisferà i sette punti qui elencati; le specifiche MPEG-4 diventerenno Standard Internazionale nel Novembre del 1998, con codice ISO/IEC 14496 e titolo ``Coding of Audio-Visual Objects''.

Il progetto è basato su tre idee fondamentali:

Indipendenza dalla rete fisica
: L'indipendenza dal livello fisico del paradigma OSI per le reti di telecomunicazione è stata adottata fin da MPEG-1, ed è confermata in MPEG-4. Ciò non significa che lo standard non debba trarre tutti i possibili vantaggi dalle peculiarità della rete utilizzata.

Interattività
: il successo del World Wide Web (WWW), dovuto alla capacità che ha l'utente di interagire con il contenuto della rete Internet, ha spinto i progettisti dell'MPEG a dotare di simili funzionalità il nuovo standard.

Codice on demand
: prima ancora che venissero ideati i Network Computer, era già stato dimostrato che un decodificatore programmabile, in grado di scaricare quando necessario gli opportuni algoritmi di decodifica, è una soluzione preferibile all'avere già tutto il codice in locale.

L'MPEG-4 fa un largo uso del concetto di ``oggetto audio-video'' (AVO). Ogni sequenza MPEG risulta composta da più AVO, ognuno dei quali è costituito da informazioni sul contenuto dell'oggetto (campioni audio e/o video) e da informazioni su come, quando e dove l'oggetto vada riprodotto. Il codificatore esegue la multiplazione degli AVO, eventualmente su diversi canali logici, e li invia al decoder, dove sono demultiplati, decompressi, composti in una sequenza audio-video, e infine presentati all'utente. All'utente si dà la possibilità di interagire con la composizione e la presentazione degli oggetti: le informazioni di interazione posso essere trattate localmente dal decodificatore, o trasmesse al codificatore.

Ogni AVO può appartenere a una classe di oggetti già nota al decodificatore, oppure a una classe non nota. In quest'ultimo caso, il decodificatore deve essere in grado di richiedere e ricevere le definizioni delle nuove classi, possibilmente in parallelo agli altri dati, e quindi di provvedere alla decodifica dell'AVO. Il decoder, quindi, deve possedere una libreria di classi comprendente le classi standard, quelle eventualmente installate dall'utente, e quelle scaricate ``al volo'' dalla rete.

Figura: MPEG-4, architettura generale


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Marco Delaurenti
1999-06-25