la temperatura sul lato freddo
la temperatura sul lato caldo
la potenza termica che deve essere assorbita sul lato freddo
In molti casi la temperatura sul lato freddo è data come specifica del problema, ciò equivarrà a dire che l'oggetto in questione dovrà essere raffreddato ad una certa temperatura; generalmente se l'oggetto è in stretto contatto con il lato freddo della TEP, la temperatura desiderata a cui si vuole portare l'oggetto potrà essere considerata la stessa
. La temperatura sul lato caldo,
, è a sua volta definita da due parametri principali:
la temperatura dell'ambiente stesso verso il quale viene direzionato il flusso di calore
l'efficienza dello scambiatore di calore che è interposto tra la faccia calda della TEP e l'ambiente.
Il terzo parametro
risulterà il più delicato da stimare e dovranno essere presi in considerazione tutti i possibili carichi termici a cui è sottoposto il modulo termoelettrico.
Questi carichi possono essere sia di natura attiva, come quelli prodotti da apparecchiature elettroniche (
), che di natura passiva, generati per conduzione attraverso un qualsiasi oggetto in contatto sia con la faccia fredda del modulo che con altre superfici a temperatura maggiore.
Una volta quantificati questi tre parametri basilari può iniziare la fase di selezione del modulo; essendo sicuramente più di un modello che soddisfi le specifiche sarà utile definire un criterio addizionale per poter individuare con meno incertezza quale modulo faccia al caso nostro.
Questo fattore discriminante è il C.O.P. o coefficient of performance
Un fattore strettamente collegato al C.O.P. è la potenza termica asportata massima
calcolabile attraverso la valutazione della corrente ottimale
; infatti in corrispondenza di questo valore di corrente riusciamo a massimizzare la potenza termica asportata.
Dall'equazione 2.6 imponendo:
Quando noi definiamo
o
, ci riferiamo al punto in cui la curva di performance ha un picco; lo stesso è vero nel momento in cui ci si riferisce 2.1 a
o
.
Dal momento che lavorare in prossimità del picco della curva caratteristica risulta poco efficente, generalmente si sceglie un intervallo compreso tra il 40% e l'80% della massima potenza d'ingresso.
Questa scelta risulta molto ragionevole tenendo conto che generalmente i dispositivi elettronici vengono fatti lavorare in condizioni di linearità; ciò accade anche per i moduli termoelettrici in quanto la curva di funzionamento nel tratto prescelto ha un andamento approssimabile a quello rettilineo.