Comune denominatore di questi dispositivi è stata la riduzione dei
costi e dei tempi di reazione per cui, i dispositivi di controllo
termico, sono caratterizzati dalla velocità di riscaldamento (raffreddamento),
generalmente di
.
Il progetto di un thermal cycler che permetta alte velocità in riscaldamento (e raffreddamento) a basso costo è comunemente realizzato in due modi:
- utilizzando una resistenza di potenza ed una serpentina all'interno della quale scorre un liquido refrigerante(o dell'acqua) per scaldare e raffreddare rapidamente un blocco di metallo, generalmente alluminio.
- attraverso moduli termoelettrici.
Obiettivo di questo lavoro è la realizzazione di un thermal cycler per camere di reazione integrate, ricavate su strutture basate sulla tecnologia propria della microelettronica ( biochip). L'utilizzo di moduli termoelettrici nella realizzazione della PCR su chip, è preferibile vista la bontà delle prestazioni che questi offrono oltre alla compattezza e alle ridotte dimensioni che possono raggiungere. La necessità di ridurre le dimensioni del dispositivo per l'amplificazione del DNA, ha portato alla sperimentazione di resistenze a film spesso realizzate direttamente sul chip, come é stato fatto in un esperimento realizzato da P.Wilding [5]; i risultati in termini di velocità sono stati migliori di quelli ottenuti con celle Peltier, ma rimane da preferire la soluzione termoelettrica essendo notevolmente più economica.