Il primo esempio è dato da un motore a magnete permanente, il cui statore è formato da due elementi metallici sovrapposti di forma toroidale, dotati ciascuno di un avvolgimento disposto in modo longitudinale. I denti sono disposti sulla superficie interna di ciascun elemento metallico e la loro forma è mostrata in fig.2.14.
La principale caratteristica è data dal fatto che i denti dello statore producono un campo eteropolare quando negli avvolgimenti circola corrente. Il rotore è formato da un magnete di ferrite come mostrato in fig.2.15. Generalmente vengono utilizzati motori con 24 poli a due moduli.
Il secondo esempio è dato dal motore a disco magnetico utilizzato per la realizzazione di un orologio. Il rotore è formato da un disco magnetizzato a 25 poli, mentre lo statore è composto da due poli. Il risultato finale della composizione dei due pezzi è rappresentato in fig.2.16. Le caratteristiche principali del motore sono: bassa inerzia ed elevata coppia.
Il terzo esempio è quello dei motori che hanno il rotore posizionato esternamente rispetto allo statore, vengono utilizzati prevalentemente nelle applicazioni in cui è necessario far scorrere della carta.
Come ultimo esempio si citano i motori a riluttanza variabile, a magnete permanente od ibridi che compiono un movimento rettilineo anziché circolare.