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Pilotaggio a ponte per un motore a due fasi

L'efficienza di un motore di piccole dimensioni è migliore se gli avvolgimenti sono sempre eccitati. Nei motori ibridi a due fasi il pilotaggio bipolare porta ad un aumento della coppia del 25% rispetto al pilotaggio unipolare.

Alcuni motori sono costruiti per essere pilotati a ponte ed hanno già i quattro terminali per poter essere inseriti nello schema di fig.3.12. Nel pilotaggio a ponte, quando si progetta il circuito, bisogna fare molta attenzione per evitare la possibilità di danneggiare i transistori, visto che si commuta tra due cascate di transistori. Quando lo spegnimento di un transistore non è veloce come l'accensione di un altro, per un certo periodo di tempo i due si trovano cortocircuitati. I diodi collegati in parallelo ai transistori servono per sopprimere i picchi di tensione che nascono quando ogni transistore viene spento. La funzione dei diodi è diversa rispetto al caso unipolare. Se Tr1 e Tr4 conducono, il percorso della corrente è mostrato dal percorso con linea tratteggiata di fig.3.12. Subito dopo aver spento Tr1 e Tr4 e contemporaneamente aver acceso Tr2 e Tr3, la corrente negli avvolgimenti non ha ancora cambiato direzione e circola attraverso D2 e D3 come mostrato dal percorso con linea punteggiata di fig.3.12; quindi la corrente fluisce verso l'alimentazione. Tutto questo si può esprimere in termini energetici dicendo che l'energia magnetica degli avvolgimenti è tornata all'alimentazione, a differenza del caso unipolare dove l'energia magnetica è consumata negli avvolgimenti, nei diodi e nei resistori esterni.

Figure 3.12: Circuito a ponte per un motore ibrido a due fasi


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Marco Delaurenti
1999-06-25